Rischio cadute in ospedale: come monitorarlo e prevenirlo con Kibi
Come monitorare il rischio cadute in ospedale e migliorare la degenza del paziente
Nelle strutture ospedaliere, ci sono reparti in cui i pazienti devono essere monitorati costantemente, sia per valutare passo dopo passo l’evoluzione del loro stato di salute, sia per evitare eventuali problemi che possono insorgere.
Tra questi, il rischio di cadute in ospedale è sicuramente uno dei fattori che più destano preoccupazione: anche una breve passeggiata per riattivare i muscoli dopo giorni a letto può trasformarsi in un incidente, con esiti che vanno dalla contusione a conseguenze estremamente spiacevoli.
Vediamo, allora, come evitare il rischio di cadute nelle strutture ospedaliere e quali strumenti utilizzare per la prevenzione.
Quali fattori possono portare ad una caduta in ospedale e cosa succede dopo
Numerosi studi mostrano che le cadute in ospedale sono eventi frequenti e possono peggiorare lo stato di salute dei pazienti, specialmente se anziani o molto debilitati. Non a caso, è principalmente a causa di queste condizioni che aumenta il rischio: difficoltà di deambulazione, disorientamento, ma anche fattori fisiologici non prevedibili o eventi accidentali.
Un paziente ipomobile, disabituato al movimento o affetto da patologie che riducono equilibrio e forza negli arti, sarà infatti molto più a rischio cadute in ospedale.
Le conseguenze di questi eventi possono essere estremamente preoccupanti, perché possono andare da una banale contusione, a fratture o condizioni più gravi, come nel caso in cui si riceva un forte colpo alla testa.
Per questo, è fondamentale intervenire con una prevenzione strutturata, mirata a ridurre le percentuali del rischio di caduta, sia di quelle prevedibili che – soprattutto – di quelle imprevedibili o accidentali. E oltre agli strumenti che gli operatori sanitari mettono già in atto, oggi è possibile utilizzare dispositivi in grado di analizzare costantemente i dati sanitari dei pazienti, valutando in autonomia il rischio di incidenti.
Rischio cadute in ospedale: come prevenirlo con Kibi
Come abbiamo detto, oltre alle buone pratiche messe già in atto dagli operatori sanitari, l’utilizzo di uno strumento in grado di monitorare costantemente le condizioni di salute del paziente, identificare e prevenire il rischio di cadute in ospedale diventa fondamentale per ridurre il numero di questi eventi.
È qui che entra in gioco la tecnologia di Kibi: non un “classico salvavita”, ma un sistema che combina intelligenza artificiale e machine learning per analizzare i pattern di movimento, riconoscere cambiamenti e calcolare in tempo reale un indice di rischio caduta, unico dispositivo in grado di farlo.
Kibi offre agli operatori una fotografia continuamente aggiornata del comportamento del paziente e dei possibili segnali di rischio. In particolare, consente di conoscere in tempo reale:
- Posizione della persona, grazie al GPS integrato
- Movimenti e spostamenti quotidiani
- Grado di inattività e variazioni rispetto alla baseline
- Indice di rischio di caduta o di altri segnali precoci di fragilità
Attraverso un’analisi continua dei movimenti di un paziente, infatti, è possibile stimare se questi rientrano nella normalità o se nascondono un evento imprevisto. E quando l’algoritmo rileva un’anomalia (es. movimento compatibile con caduta, inattività prolungata, alzata notturna non abituale o allontanamento dalla zona consentita), il sistema invia una notifica di allarme all’operatore per un intervento tempestivo.
Parliamo quindi di una tecnologia completa che include Kibi SOS, il dispositivo indossabile (alla vita, al collo o in tasca), in cui è integrato un pulsante per richieste d’aiuto e la comunicazione in vivavoce bidirezionale.
Inoltre, grazie alla connessione mobile integrata, Kibi è sempre online, e la batteria di lunga durata assicura continuità di servizio. Il tutto è poi collegato a un’app (per caregiver e familiari) o direttamente alla dashboard professionale (per clinici e operatori), attraverso la quale gli operatori sanitari possono gestire in maniera autonoma – e privacy friendly – il paziente e le notifiche di emergenza, tra cui il potenziale rischio cadute in ospedale.
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